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Sposo 2017

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Oggi offriamo ai nostri clienti una gamma di servizi personalizzati, per venire incontro alle esigenze dettate dai ritmi imposti dal nostro tempo

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Sartoria Bellini
Sartoria Bellini09/09/2019 @ 16:08
“Un’Estate da Re”, e non manca la regina.
La grande musica della rassegna “Un’Estate da Re”, in programma alla Reggia di Caserta, ci accoglie all’ingresso principale del complesso vanvitelliano.
Le navette, ben organizzate, attraversano il Parco Reale per raggiungerne la parte più alta,fino alla scala dominata dalla fontana di Diana e Atteone.
La lunga fila di neofiti e autentici intenditori di musica classica ci guida fino al cancello di Maria Cristina che apre al Giardino Inglese. Al suo interno, da un piccolo arco, inaspettatamente accediamo all’emiciclo sotto le stelle, l’Aperia, un tempo antica cisterna.
Immersi nel fascino e nello stupore di questo luogo, le prime note dell’orchestra del Teatro San Carlo, diretta ieri da Alvise Casellati, cominciano a disperdersi nell’aria.

La sinfonia vitale e piena di ritmo de “L’italiana in Algeri” ci coinvolge, ma a sedurci è l’esecuzione di Julian Rachlin che da solista introduce l’op.64 di Mendelssohn. In chiusura è l’intimità lirica di Schubert ad offrire all’orchestra e al suo direttore il lungo applauso finale per una serata nella quale la bellezza e l’arte si sono esaltati a vicenda.

Tra coloro che battono le mani scorgiamo la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Ed è il cuore di mamma che plaude al figlio. Tutt’intorno guardie del corpo, eccellenze e notabili che omaggiano l’illustre ospite, regina per una sera.
Lei è così vicina che ci uniamo alla corte per porgerle i nostri saluti e augurarle buon lavoro.
Al fascino di una regina è sempre difficile resistere e noi campani siamo ospitali e cordiali per natura. Forse anche sudditi...

#unestatedare
Sartoria Bellini
Sartoria Bellini shared a post.03/09/2019 @ 19:55
Chiara Ferragni: paradosso di una DIY Celebrity a Venezia76.
A creare l’incantesimo in grado di trasformare uomini e donne dalla vita ordinaria in soggetti perfetti e irraggiungibili, il divismo, fu il cinema hollywoodiano.
Oggi, grazie ai media digitali, si può diventare divi dal nulla. È la “DIY Celebrity” ( Do It Yourself Celebrity), la presenza sui social network basata sulle abilità individuali di auto comunicazione, a generare il divismo fai da te.
Prende forma attraverso la narrazione pubblica della propria vita e non sono richieste competenze specifiche o eccezionali capacità professionali, tuttavia bisogna essere abili nel creare un’identità mediata, un’intimità condivisa con l’immenso pubblico del mondo digitale.
Senza necessità di una profondità di relazioni, ma alimentando quotidianamente la partecipazione-immedesimazione da parte dei follower, si esibisce il proprio corpo come strumento di comunicazione (deve essere perfetto), di esternano i propri sentimenti ( con didascalie che esprimono stati d’animo positivi, felicità, eccitazione, stupore), si dispensano consigli (che diventano una nuova narrazione del consumo)postando foto popolate da oggetti e brand prescelti per identificare uno stile di vita.
Fu così che una studentessa di giurisprudenza decise nel 2009 di lasciare gli studi per dedicarsi al suo blog. Lei è Chiara Ferragni e l’idea del blog “The Blonde Salad” si deve al suo fidanzato di allora, Riccardo Pozzoli. Di ritorno da uno stage a Los Angeles, affascinato dal potere di internet e dei social network, aveva acquistato da un provider americano il dominio su cui Chiara pubblicò il suo primo post scegliendo di usare l’inglese per conferire al tutto una dimensione globale.
Tutti i il resto è storia ed è una storia che ha modificato il modo di comunicare la moda.
Ora Chiara, riconosciuta nel 2017 “l’influencer di moda più importante al mondo”, è una moglie, una madre e un’imprenditrice che continua a raccontarsi ai suoi fan virtuali nel favoloso mondo di Instagram, mentre la distanza tra il suo universo da Celebrity e i suoi follower cresce sempre di più. L’icona di stile condivide con i suoi 15 milioni di utenti la sua vita da nomade tra Los Angeles, New York, Parigi, Milano, gli oggetti di cui si circonda sono esclusivi e superbrandizzati, i party sono elitari e gli amici sono quelli del jet set internazionale.
Domani presenterà a #Venezia76 il suo docufilm “Chiara Ferragni: Unposted”, che dovrebbe rivelare una Chiara, per la prima volta, inedita e sincera . C’è da chiedersi: cosa avrà raccontato, allora, ai suoi 15 milioni di follower in questi anni?
Per sciogliere il dubbio bisognerà vederla al cinema perché anche Chiara, dea dell’era digitale e dei piccoli display dello smartphone, non ha resistito alla consacrazione a DIVA che solo il grande schermo cinematografico può dare.
Per paradosso, lo slogan DIY Celebrity si deve alla cultura Punk e al rifiuto delle major: contro una distribuzione musicale ritenuta capitalistica, i Punk iniziarono ad autoprodursi. Ora sono le major del lusso a capitalizzare la fashion blogger più audace che ci sia.
Sartoria Bellini
Sartoria Bellini shared a post.31/08/2019 @ 19:47
Ballare cambia la vita.
Si racconta che la “Diana Fever” scoppiò proprio dopo il ballo di Lady D con John Travolta.
Era il 1985, e Diana, ancora ventiquattrenne, indossando un sensualissimo abito di velluto blu notte, da allora conosciuto come “Travolta dress”, ballo’ sulle note della disco Music nei saloni della Casa Bianca travolta da John e dall’elegante esecuzione di “Saturday Night Fever”.
Ancora annoverato dagli annali della royal family, quel ballo fece della giovane principessa una star globale. Come il famoso film musicale, ma anche drammatico e sentimentale, la vita di Lady D sarà segnata da ferite sentimentali e da un finale drammatico.
Sartoria Bellini
Sartoria Bellini shared a post.19/08/2019 @ 15:03
Arrivederci a New York.
L’XI edizione dell’Italian Movie Award ha spento le luci dell’arena di Pompei e si prepara alla cerimonia di premiazione conclusiva prevista per il 16 novembre a New York.
Era il 2008 quando un giovane regista diede il via ad un premio cinematografico diventato oggi unico nel suo genere.
Carlo Fumo, fondatore e direttore artistico dell’ #ItalianMovieAward Festival del Cinema Italiano all’Estero, lo aveva sognato e concettualizzato e, da regista, ne aveva chiara la sceneggiatura ancor prima di poterne definirne le modalità narrative ed espressive.
Per passare dalla sceneggiatura alla proiezione di questo film che dura da 11 anni, Il giovane regista ha dovuto lavorare sodo e superare gli ostacoli incontrati con una determinazione speciale, l‘energia dell’ottimismo che da sempre alimenta la sua passione.
Oggi il suo Italian Movie Award parla con i numeri: gli attori premiati e le opere in concorso selezionate, i giovani che partecipano gratuitamente all’Italian Movie Master e il pubblico presente ad ogni edizione.
E parla inglese, francese e russo perché non è solo un festival per celebrare la settima arte, ma è divenuto, in questo decennio di grandi traguardi, uno tra i più importanti premi del cinema italiano all’estero.
Un percorso in continua crescita, perfettamente in linea con il Lucapensiero di #NonCiFermaNessuno. Lui è Luca Abete, inviato di #StrisciaLaNotizia e storico presentatore dell’IMA Film Festival, capace di travolgere tutti in una corrente positiva: “Solo chi osa, raggiunge ogni cosa! Fare le cose per bene, sperimentarsi sempre e non scoraggiarsi mai!”.
A voi un grande in bocca al lupo per il prossimo appuntamento a Manhattan: John Turturro vi aspetta e con lui il popolo amante dell’arte e della creatività italiana.

Se “Il regista del mondo” (citando il titolo di un film di Carlo Fumo) ha già scritto per noi tutta la sceneggiatura, e non ci resta che interpretarla ad arte ed imparare ad improvvisare quel tanto che serve per passare da un genere all’altro, chissà che per il mio movie non sia previsto che il prossimo appuntamento con voi sia proprio a New York...
Sartoria Bellini
Sartoria Bellini15/08/2019 @ 13:27
Summer 2019 Happy Holidays
Sartoria Bellini
Sartoria Bellini
Sartoria Bellini shared a post.31/07/2019 @ 19:36
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