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Quello dello sposo non è un abito qualsiasi e la prima regola per la scelta dello stile è quella di ispirarsi alla tipologia di matrimonio, alla location, al periodo.

La seconda cosa da considerare è la propria personalità: per fare una scelta di carattere optando per abiti fuori dall’ordinario, dai colori forti (blu elettrico, viola, bordeaux, verde) e dai tessuti lucidi (damascati, raso, seta) occorre avere una forte personalità e un’autentica eccentricità di carattere e di pensiero, altrimenti l’outfit assume un effetto “travestimento”.

Per evitare scivoloni di stile la scelta più semplice, ma sempre elegante e sicura, è l’abito classico tre pezzi:

giacca monopetto con revers a lancia e tasche a filetto (mai con gli spacchi laterali), gilet dello stesso tessuto, pantaloni senza risvolto. In questo caso la qualità del tessuto (sempre tessuti leggeri) e la manifattura dell’abito (meglio se su misura) devono essere assolutamente eccellenti.

Quando il matrimonio ha un mood formale e una cornice particolarmente elegante, il morning suit è la risposta giusta: il tight con la sua coda di rondine e i suoi particolari accessori (guanti e cappello che non vanno mai indossati)  darà un tono unico non solo allo sposo, ma anche ai testimoni e ai papà degli sposi che saranno condizionati da questa scelta.

Il dinner suite, lo smoking, è da evitare: anche se per gli americani è consuetudine indossarlo per il  matrimonio per noi lo sposo in tuxedo va contro e regole del buon gusto e del ben vestire.

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