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di Maria Luisa Bonacchi – Syle.it 

La moda cambia e sulle grucce si accumulano giacche e pantaloni, magari in tessuti pregiati.  Rimodellarli può essere più difficile che creare.

 

PAROLA D’ORDINE, SNELLIRE

Avete un intero guardaroba anni Ottanta con spalle da lottatore di sumo e giacche a sacchetto? Occorre accorciare, «tirare su», restringere, sciancrare: il bravo sarto interviene in modo mirato a seconda dei casi. Per restringere sciancrando, ad esempio, si può agire solo sui fianchi, oppure sulla cucitura centrale del dorso: «Dipende dagli “appiombi” dell’abito» sentenzia Buonviso, cioè dalla perfezione di una vestibilità senza difetti. Dimagrimento secco di 20 chili? Qui occorre ridurre drasticamente le dimensioni, ma attenzione: «Un abito si può stringere al massimo di due taglie» avverte Enzo Luciano, altro sarto emerito arrivato bambino dal Sud Italia nella Milano del dopoguerra. Molto lavoro e molte soddisfazioni, fra cui l’avere inculcato il virus benigno della passione sartoriale al figlio Luigi: 46 anni, dinamicissimo, dalle sue abili mani escono abiti non solo maschili ma anche femminili e soprattutto giacche e cappotti di pelliccia, di montone o di pelle scamosciata. Fra un abito e un paio di pantaloni, Luigi Luciano ha trovato il tempo di mettere a punto una giacca sportiva tutta sua: il modello Brera, in tessuto con inserti in pelle di cervo. E sul fronte della rimessa a nuovo, ha un occhio specialmente vigile nel sistemare le spalle: «In genere le giacche di una volta hanno imbottiture spesse e importanti che oggi non vanno assolutamente più» spiega. «In questo caso si elimina l’imbottitura, si restringe il giro, e talvolta un po’ anche la manica che viene poi riattaccata più in alto, così da sagomare la spalla in modo attuale». Leggi tutto

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