RIPARTENZA

Ripartire dalla gioia: luoghi da riscoprire tra l’estetica e il sentire.

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Passo dopo passo ecco che ci siamo, che accade: si riparte.

Con tutte le cautele richieste, con prudenza ed attenzione, ma anche con il cuore che si rimette in moto perché il “ripartire” è già una riconquista, la gioia di esserci, di riprendersi la libertà, di poter immaginare un futuro.

Dai più recenti avvenimenti abbiamo imparato a rivalutare il tempo e la lentezza: abbiamo riscoperto la soddisfazione di fare le cose con le nostre mani e il fascino della memoria attraverso oggetti dimenticati e vecchie foto.
Silenziosamente adagiati tra le nostre cose, abbiamo rivalutato il piacere di dedicare più tempo a noi stessi e provato una sottile nostalgia per le cose fatte per bene.

Quanto fino a poco prima sembrava definitivamente archiviato in un luogo lontano, lentamente ci ha raggiunti.

Tutto ciò è da sempre nello spirito di chi anima le sartorie, luoghi dove con ago e filo pazientemente si contrasta la velocità.

Le sartorie non sono il santuario del laico mondo degli elegantoni, ma mete lontane dalla folla degli outlet e dei centri commerciali, dei grandi negozi e degli show-room così carichi di abiti pronti, provati, scartati, riprovati.

Con i loro abiti “dissidenti”, quelli ancora nascosti tra i metri del tessuto ma pronti ad essere tagliati e realizzati ad arte, le sartorie oppongono resistenza a chi immagina di omologare il mondo negando l’unicità.

La loro atmosfera coincide con il bisogno sempre più attuale di prendersi del tempo e dedicarsi a se stessi: scegliere cosa indossare lasciandosi coinvolgere nel processo creativo, confessare i propri difetti e lasciarseli accarezzare da un abito su misura, misurare in totale privacy e sicurezza.
Sono luoghi dedicati, dove è possibile l’ascolto e la soluzione personalizzata, lo spazio e il tempo per ciascuna esigenza, la scoperta della qualità delle fibre che compongono un buon capo.

Le sartorie riaprono per restare i baluardi dello stile, per combattere con un’antica arte la serialità e l’uniformità, l’omologazione subdola e dannosa ad una qualità solo apparente, patinata da immagini sempre uguali.

Continueranno a difendere i segreti di un’antico mestiere per dedicarsi con passione ad un rito poco popolare e sempre unico.

Un luogo dedicato all’armonia tra l’estetica e il sentire che poteva sembrare lontano,imprevedibilmente, può rappresentare il futuro.

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